Elenco costi partita IVA 2024: quanto costa lavorare in regime forfettario?
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Hai presente tutte le persone che fanno terrorismo psicologico sulla partita Iva, dicendo che “costa troppo”? Ecco, forse non hanno ben presente i costi della partita IVA, che di costi fissi ne ha davvero pochi, specialmente se non si rientra nella categoria degli Artigiani e Commercianti. In questo articolo analizzeremo i costi della partita IVA nel 2024, in regime forfettario, cercando di fare chiarezza su quelli fissi e quelli che invece dipendono dal volume di fatturato e che quindi si incassano fattura dopo fattura.
Fatta questa prima distinzione tra chi si iscrive alla Gestione Separata INPS e chi alla Gestione Artigiani e Commercianti, approfondiremo la questione dei costi legati al lavoro: si tratta di spese necessarie per poter lavorare, che quindi descrivono il rischio di impresa. Nel caso di chi svolge lavori intellettuali si tratta di software e hardware, mentre nel caso degli Artigiani e Commercianti si può trattare di affitti di immobili e apparecchiature specifiche.
Un’ultima precisazione prima di iniziare: i costi variabili sono variabili per davvero, in quanto qualsiasi professionista può scegliere quanto investire nella propria attività. Un affitto può costare 400€ al mese come 15.000€, in funzione del volume di fatturato. Per questo motivo, vedremo due esempi pratici.
Costi fissi per l’apertura della partita IVA nel 2024
Aprire una Partita IVA in regime forfettario nel 2024 è un’operazione relativamente semplice e, in alcuni casi, può essere fatta senza alcun costo. Se decidi di aprirla autonomamente tramite l’Agenzia delle Entrate, infatti, non dovrai sostenere alcuna spesa fatta eccezione per qualche marca da bollo.
Tuttavia, se preferisci affidarti a un commercialista o a una piattaforma online, il costo può variare tra 50€ e 200€ per la pratica, mentre il costo potrebbe aumentare se si decide di affidare la totalità della gestione fiscale a un professionista. Il nostro consiglio è sempre quello di farsi affiancare durante questi passaggi burocratici da chi ha esperienza nel labirinto di carta delle pratiche, così da avere la certezza di non sbagliare e scegliere sempre la soluzione migliore per la propria attività.
Riepilogo dei costi di apertura:
- Apertura autonoma: 0€
- Apertura tramite commercialista o piattaforma online: 50€-200€
Come detto inizialmente, l’apertura della partita IVA ha costi relativamente bassi o addirittura nulli se si decide di muoversi autonomamente.
Costi fissi di gestione annuale
Per quanto riguarda la gestione dell’attività in partita IVA, la musica cambia: esistono costi fissi a cui rispondere ma è bene precisare che questi costi variano in funzione di scelte personali e dal volume di fatturato, quindi rientrano nel nostro tentativo di sfatare il falso mito della “partita IVA troppo costosa”. Lavorando autonomamente, ovviamente nessuno verserà i contributi per te come se avviene nel caso del lavoro dipendente, quindi questa operazione andrà svolta in autonomia. Come anticipato, esistono due tipi di cassa previdenziale e la scelta dipende dal codice Ateco che si sceglie.
Se ti stai chiedendo cosa sia il codice Ateco, ti consigliamo la lettura di questo articolo.
Contributi previdenziali INPS
I contributi previdenziali variano in base al tipo di attività e dal coefficiente di redditività di ogni codice Ateco, cioè dalla percentuale di fatturato su cui il professionista verserà imposte e contributi. Per un web designer, iscritto alla Gestione Separata INPS, la percentuale nel 2024 è del 26,07% sul reddito netto e questa percentuale sarà da applicare al 78% del fatturato (pari al coefficiente di redditività del codice Ateco del web designer).
Per un’estetista, iscritta alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS, c’è un contributo fisso annuale di circa 4.200€ fino a un reddito di 17.504€, più una percentuale del 24% sul reddito eccedente. Ciò significa che da 0€ a 17.504€ di fatturato, l’estetista verserà 4.200€ di contributi, mentre da 17.504€ in poi verserà il 24% sulla base imponibile.
Con un fatturato annuo di 50.000€, i contributi previdenziali saranno:
- Web Designer: circa 10.159,53€ (26,07% su base imponibile di 39.000€, corrispondente al 78% di €50.000).
- Estetista: circa 8.000€ (4.200€ fissi più 3.839€ come 24% sull’eccedenza di €15.996 rispetto ai 17.504€, considerando solamente il 67% di 50.000€).
Servono esempi più dettagliati? Puoi trovarli in questo articolo.
Imposta sostitutiva
L’imposta sostitutiva è una tassa prevista nel regime forfettario e prende il posto di IRPEF, IRAP e addizionali comunali, imposte presenti nel regime ordinario. Questa tassa è del 5% per i primi 5 anni (rispettando alcuni parametri) e 15% successivamente, ed è da calcolare solamente sulla percentuale imponibile del fatturato annuo. Restando sui nostri 50.000€ di incasso, e considerando la base imponibile ridotta al 78% per il web designer e al 67% per l’estetista, l’ammontare dell’imposta saranno i seguenti:
- Web Designer: circa 1.950€ (5% su 39.000€, base imponibile ridotta al 78%) o 5.850€ (15% dopo i primi 5 anni).
- Estetista: circa 1.675€ (5% su 33.500€, base imponibile ridotta al 67%) o 5.025€ (15% dopo i primi 5 anni).
Servono altri dettagli ancora? Qui ulteriori esempi pratici.
Costo del Commercialista
Se decidi di affidarti a un commercialista o a una piattaforma online per la gestione annuale della tua Partita IVA, il costo può variare tra 300€ e 1.200€ all’anno. Molti servizi online offrono pacchetti completi che includono la fatturazione elettronica, la consulenza fiscale, e la gestione delle dichiarazioni, ma rimane molto forte la presenza sul mercato di commercialisti fisici con il proprio studio: la garanzia di una persona che si conosce direttamente per molti è insostituibile. Non ci stancheremo mai di dire che si vuole avviare la propria attività, la figura del commercialista è essenziale e sarebbe davvero rischioso scegliere di gestire la burocrazia autonomamente.
Anche per questo noi di FatturaElettronica APP consentiamo ai nostri utenti di far accedere il il commercialista di riferimento nel proprio account, così da avere margine di manovra sui documenti fiscali per correzioni o consultazioni.
Ecco perché consigliamo sempre di rivolgersi a un commercialista per la propria attività
Tirando le somme, ecco quali sono i costi della partita IVA nel 2024
Esempio 1: Web Designer
Per un web designer che lavora come freelance, i costi principali sono legati all’acquisto di hardware e software, oltre alle spese operative come la connessione internet. Con un fatturato annuo di 50.000€, ecco una panoramica ipotetica dei costi:
- Contributi previdenziali INPS: 10.159,53€
- Imposta sostitutiva (5% nei primi 5 anni): 2.500€
- Software di Fatturazione Elettronica: 50€-200€ all’anno
- Assicurazione professionale (facoltativa): 100€-300€ all’anno
- Hardware e software (PC, Adobe, ecc.): circa 1.000€-2.000€ all’anno
- Connessione internet: 240€-600€ all’anno
Totale stimato annuo: circa 14.000 – 15.750€. A questa stima, andrebbe poi sommato il bollo per ogni fattura superiore ai 77€, pari a 2€, che varia in funzione del numero di fatture e che può essere messo a carico del cliente direttamente in fattura.
Esistono poi altri costi che dipendono da persona a persona, ancor prima che da freelance a freelance. Viaggi mentre lavori? Vuoi avere uno studio? Ti appoggi a un coworking? E si può andare tranquillamente avanti.
Esempio 2: Estetista
Per un’estetista, i costi principali riguardano l’acquisto dei prodotti e delle attrezzature, le spese energetiche, e la gestione fiscale. Con un fatturato annuo di 50.000€, ecco una panoramica ipotetica dei costi:
- Contributi previdenziali INPS: 9.000€
- Imposta sostitutiva (5% nei primi 5 anni): 2.500€
- Software di Fatturazione Elettronica: 50€-200€ all’anno
- Assicurazione professionale: 200€-500€ all’anno
- Energia elettrica e altre utenze: 1.200€-3.600€ all’anno
- Prodotti e attrezzature: 2.000€-5.000€ all’anno
Totale stimato annuo: circa 14.900€ – 20.800€.
Anche in questo caso, i costi possono variare molto da professionista a professionista in funzione, ad esempio, dell’affitto o della qualità degli strumenti.
E la fatturazione elettronica?
Esatto, è presente anche quella voce negli elenchi puntati qui sopra e non ne avevamo ancora parlato. Sai che è obbligatoria per tutti da gennaio 2024? E il suo costo è il miglior investimento che puoi fare per ottimizzare il tempo dedicato a questa parte di burocrazia: con un software come FatturaElettronica APP puoi davvero inviare una fattura in 30 secondi in maniera semplicissima.
Il costo per un software di fatturazione elettronica ovviamente varia da fornitore a fornitore e bisogna stare attenti anche al numero di documenti/fatture incluse: ci sono software che propongono ai professionisti in regime forfettari abbonamenti da 10€ al mese con sole 100 documenti inclusi (quindi non solo fatture, ma anche note di credito ecc).

Con FatturaElettronica APP non solo puoi risparmiare, ma hai anche la garanzia di affidarti al software con le migliori recensioni su TrustPilot (4,9/5). Puoi provarlo gratuitamente e senza impegno, così da testare la semplicità di cui parliamo, oltre all’assistenza che può chiarire ogni dubbio in live chat, al telefono o per email. Tempi di attesa? In media 3 minuti, contro le addirittura 24 ore di altri software. Non ci stiamo inventando nulla, anzi, ti consigliamo di leggere le recensioni dei professionisti che ci hanno già scelto.
Costi della partita IVA 2024: vale la pena aprire partita iva?
In generale, abbiamo visto come i costi fissi siano relativamente bassi e che quelli variabili dipendono dal cashflow della tua attività, quindi difficilmente sarai alla gogna per rispondere alle spese millantate da chi crea il panico interno alla figura del lavoratore autonomo. Anzi, molte pratiche sono accessibili gratuitamente direttamente agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate, come la modifica del codice Ateco.
Se a spaventarti invece sono i calcoli per avere idea di quanto dover versare di imposte e contributi, sappi che per i forfettari noi offriamo il contatore tasse e il servizio per loro è sempre incluso. Questo significa che fattura dopo fattura, avrai sempre sotto controllo l’importo che dovrai versare. Comodo, no?
La risposta alla domanda posta nel titoletto di questo paragrafo quindi non dipende dalle spese, ma proprio da te: il lavoro autonomo è sicuramente una scelta meno comoda del lavoro dipendente, ma porta in sé molti vantaggi che se apprezzati porta questa scelta a essere presa in maniera naturale. Ci capita spesso di intervistare freelance che ci raccontano la loro esperienza, te ne consigliamo una qui.
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