Scadenze fiscali regime forfettario: quando pagare le tasse

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Il regime forfettario è una scelta vantaggiosa per molti professionisti grazie alla sua semplicità fiscale: pensato per chi avvia la propria attività in partita Iva, prevede diverse agevolazioni fiscali e burocratiche. Tuttavia, le tasse e i contributi vanno versati e le scadenze fiscali devono essere rispettate per evitare sanzioni e mantenere la propria attività in regola. La domanda a cui vogliamo dare risposta allora è: quando si pagano le tasse? Come funziona questo aspetto della vita del freelance? In particolare, la nostra attenzione è rivolta proprio alle scadenze fiscali in regime forfettario.

Fatturazione elettronica e bolli virtuali

Dal 2024 la fatturazione elettronica è diventata obbligatoria anche per chi aderisce al regime forfettario. Una delle differenze rispetto alla fatturazione tradizionale è la gestione del bollo, non più cartaceo ma “virtuale”. Infatti, con un software come FatturaElettronica App, il bollo può essere una casella da flaggare durante la compilazione della fattura elettronica ed è obbligatoria per fatture con importo maggiore di 77,4€. Questi bolli possono essere pagati trimestralmente o annualmente, a seconda dell’importo complessivo, e le scadenze trimestrali sono fissate al giorno 20 del mese successivo al trimestre di riferimento, mentre il pagamento annuale deve essere effettuato entro il 30 aprile dell’anno successivo​ all’emissione delle fatture in questione​. Questo adempimento è fondamentale per evitare delle more e basterà compilare un modello F24. Mai più coda in tabaccheria per i bolli, insomma.

Contributi previdenziali

I contributi previdenziali possono essere versati alla Gestione separata INPS, alla Gestione separata Artigiani e commercianti o alle casse di settore nel caso in cui si fosse iscritti a un ordine professionale. Nel primo caso si parla di professionisti che offrono prestazioni e servizi intellettuali, come ad esempio un graphic designer, nel secondo caso si tratta di artigiani e commercianti, come si evince dal nome della cassa. Nell’ultimo caso, si tratta di professioni che fanno riferimento a ordini professionali verticali, come nel caso degli avvocati o dei giornalisti, le cui scadenze variano in funzione di regolamenti interni. Di seguito continueremo a parlare di date e scadenze, ma se cercassi un focus approfondito su come si calcolano le tasse e i contributi da versare, ti consigliamo questo articolo.

Vuoi approfondire la questione degli ordini professionali? Abbiamo parlato anche di questo.

Gestione Separata INPS

Uno degli aspetti più rilevanti per i forfettari riguarda i contributi previdenziali. I professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS devono versare il 26,27% del reddito imponibile come contributi previdenziali ed è prevista una rivalsa INPS del 4% che può essere addebitata ai clienti sulle fatture. Questo significa che il cliente paga un importo aggiuntivo pari al 4% della fattura, che il professionista dovrà poi versare all’INPS. Il pagamento dei contributi è diviso in due parti: il 30 giugno per il saldo dei contributi relativi all’anno precedente e la prima parte dell’anticipo di quelli dell’anno in corso; il 30 novembre per il secondo anticipo dei contributi dell’anno in corso 

Qui esempi di calcolo per determinare i contributi di diversi professionisti forfettari.

Gestione Artigiani e Commercianti

Per gli artigiani e commercianti in regime forfettario, i contributi previdenziali sono dovuti alla gestione INPS Artigiani e Commercianti. Le aliquote contributive variano annualmente e includono una quota fissa e una quota variabile calcolata sul reddito dichiarato. Anche in questo caso, il pagamento avviene tramite modello F24 e segue le scadenze trimestrali (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre e 16 febbraio dell’anno successivo). Il ragionamento sulla rivalsa non cambia: il 4% addebitabile al cliente.

Qui altri esempi di calcolo per determinare il guadagno netto di un forfettario.

Acconto e saldo imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva è una delle caratteristiche principali del regime forfettario: sostituisce le imposte sui redditi tradizionali (IRPEF, addizionali regionali e comunali) con un’unica aliquota ridotta del 15% (o 5% per i primi cinque anni di attività). I pagamenti si suddividono in due momenti: acconto e saldo. L’acconto si paga in due rate: il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre. Il saldo viene versato entro il 30 giugno dell’anno successivo, insieme alla dichiarazione dei redditi​. 

Vuoi vederci chiaro sulla differenza tra guadagno lordo e guadagno netto? Leggi questo articolo!

Riepilogo delle scadenze fiscali

Secondo noi serve un riepilogo delle principali scadenze fiscali per i contribuenti forfettari, eccolo qua:

Se in Gestione Separata INPS:

  • 30 giugno: saldo dei contributi relativi all’anno precedente e la prima parte dell’anticipo di quelli dell’anno in corso;
  •  30 novembre: secondo anticipo dei contributi dell’anno in corso.

Se in Gestione Artigiani e Commercianti:

  • 16 maggio: pagamento trimestrale dei contributi previdenziali;
  • 16 agosto: pagamento trimestrale dei contributi previdenziali;
  • 16 novembre: pagamento trimestrale dei contributi previdenziali;
  • 16 febbraio: pagamento trimestrale dei contributi previdenziali dell’anno precedente.

Altre scadenze:

  • 20 aprile: pagamento annuale dei bolli virtuali (se l’importo totale è inferiore a 250 euro);
  • 20 del mese successivo al trimestre di riferimento: pagamento trimestrale dei bolli virtuali;
  • 30 giugno: pagamento del saldo imposta sostitutiva e primo acconto;
  • 30 novembre: pagamento del secondo acconto imposta sostitutiva;
  • 30 giugno: presentazione della dichiarazione dei redditi e versamento del diritto camerale annuale.

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Scadenze fiscali forfettari

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