Programmatore forfettario: come e quando aprire partita iva 2024

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Quella del programmatore è una delle figure professionali più richieste nel mondo del lavoro, anche grazie alla necessità sempre maggiore delle aziende di dover gestire “risorse informatiche” – scusateci amici nerd, ndr. – in funzione della propria attività.

Spesso si collega la figura del programmatore solamente allo sviluppo di software, ma nella realtà sono davvero svariate le attività che può svolgere: ottimizzazione di database, protocolli di rete, sicurezza informatica, sviluppo di siti web, app o gestionali. Gli stessi linguaggi di programmazione sono diversi, così come le specializzazioni di questa figura professionale. 

Lo stile di vita da dipendente ha in sé lati positivi come gli orari fissi, i permessi per malattia e le ferie pagate, tuttavia c’è chi è portato ad abbracciare lo stile di vita da freelance. In questo articolo vedremo come avviare la libera professione svolgendo la professione del programmatore, nel modo più semplice possibile. 

Programmatore forfettario: come aprire partita iva

Il primo step da affrontare è sicuramente quello del regime fiscale: ordinario o forfettario?

La differenza principale si trova nella gestione delle tasse e dei contributi: nel primo caso vanno in percentuale rispetto al fatturato e richiedono un processo articolato per la preventivazione, mentre nel secondo le procedure sono molto più snelle e le imposte sono ridotte. A esclusione di condizioni particolari, il consiglio è quello di cominciare dal regime forfettario, così da concentrarsi quanto più possibile sulla propria attività.

Per approfondire la differenza tra i due regimi fiscali, ti consigliamo di leggere questo articolo.

Una volta determinato il regime fiscale si sceglie il Codice Ateco, ovvero il codice che identifica la professione che si intende svolgere e, di conseguenza, il margine d’azione a livello di collaborazioni. 

Come diventare programmatore freelance: Codice Ateco e Regime Forfettario

Il Codice Ateco è determinante specialmente nel regime forfettario, dato che da questo dipende il coefficiente di redditività e quindi la percentuale di reddito imponibile su cui verranno calcolate le tasse. In sostanza, ad ogni Codice Ateco è assegnato un coefficiente di redditività, che nel caso del programmatore è pari al 67% e corrisponde all’Ateco 62.01.00 (Produzione di software non connesso all’edizione).

Significa che considerando 1000€ di fatturato, solamente 670€ saranno considerati ai fini della determinazione delle imposte, mentre 330€ saranno esentasse, a coprire le spese dedicate al lavoro

Il termine regime forfettario trova proprio qui il suo significato: ogni professione ha una percentuale forfettaria di fatturato che non viene tassata in quanto è previsto che siano alle copertura di spese legate all’attività, che in questo regime non possono essere dedotte dalle imposte. Inoltre, in questo regime non è previsto il versamento dell’IVA sulle fatture, che quindi non sarà da richiedere ai clienti, e le imposte saranno pari al 15% dell’imponibile o al 5% per i primi cinque anni nel caso in cui si rientri in particolari standard.

In questo articolo puoi trovare esempi pratici per calcolare il guadagno netto a partire dal totale fatturato.

Cassa previdenziale e modulo AA9/12 per programmatore forfettario

La scelta della cassa previdenziale, nel caso del programmatore, è imposta: dato che non esiste un ordine professionale di riferimento, si verseranno i contributi presso la Gestione Separata INPS e l’aliquota contributiva per questo Codice Ateco è pari al 26,23% dell’imponibile

Determinare tutte le variabili analizzate, dal regime ricale in poi, è un’operazione che si compie compilando il modulo AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate, proprio quando si apre partita iva. 

Plot twist: al contrario di quanto si pensi, aprire partite iva è completamente gratuito e si può fare presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate compilando questo modulo e aprendo la propria posizione fiscale.

Tuttavia, noi consigliamo di rivolgersi a un commercialista, così da avere la sicurezza che l’insieme di questi passaggi sia svolto correttamente, e preventivare la spesa per la sua parcella che può variare in funzione del professionista a cui ci si rivolge. 

Massimale e Fatturazione Elettronica

Tutto qui? Certo che no: diventare programmatore forfettario significa anche rispettare degli obblighi riservati al regime fiscale di vantaggio, quali l’obbligo di fatturazione elettronica (dal 2024) e il tetto massimo di fatturato pari a 85.000€.

Scopri cosa succede quando si sforano gli 85.00€ di fatturato annui.

programmatore forfettario

Se tutto questo ti è sembrato molto articolato, sappi che almeno con la fatturazione elettronica puoi stare sereno: con un software come FatturaElettronica APP potrai compilare le fatture elettroniche in pochi click, senza la paura di sbagliare grazie a una user experience ottimizzata per essere semplice, da qualsiasi dispositivo.

Se forfettario, potrai avere sempre sotto controllo l’ammontare delle tasse da versare e potrai contattare l’assistenza per qualsiasi dubbio via telefono, live chat o email e trovando risposta in pochissimi minuti.

Inoltre potrai compilare preventivi, note di credito, inviare solleciti di pagamento e gestire le fatture in entrata, tutto con una sola applicazione. La garanzia di quanto appena descritto la forniscono proprio i nostri utenti: siamo primi su TrustPilot nel settore di riferimento, hai già letto qualche recensione?

Anche per un programmatore forfettario, FatturaElettronica APP è il software perfetto per gestire la propria fatturazione.

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