Graphic designer: come e quando aprire partita iva 2024
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Quella del graphic designer è una delle figure professionali – nel mondo digital – più dinamiche in assoluto. Ogni anno emergono numerosi nuovi tool, aggiornamenti degli stessi, nuove tecnologie da esplorare, e queste novità sono quasi sempre accompagnate da nuove esigenze da parte dei clienti.
Anche per questa ragione diventa davvero un impiccio per un graphic designer dover pensare agli aspetti burocratici della propria professione. Almeno per cominciare è fondamentale metterci la testa: vuoi aprire partita iva come graphic designer? Devi almeno sapere cos’è un codice Ateco..
Cominciamo: per lavorare come graphic designer serve la partita iva?
Non è necessario: si può anche essere inquadrati con un contratto presso un’agenzia o un’azienda.
Graphic designer freelance 2024: cosa sapere
Mettiamo da parte la questione dell’assunzione – se stai leggendo questo articolo, probabilmente è più facile che ti interessi aprire partita iva come graphic designer -, e capiamo quali passi sono fondamentali per iniziare la libera professione.
Primo mito da sfatare: aprire partita iva è gratis. Già, non sono richiesti oneri di alcun tipo se non le marche da bollo e, se scegli di essere seguito da un professionista, la parcella del commercialista. In caso contrario basterà compilare e consegnare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate, online o fisicamente presso gli uffici presenti nel tuo territorio.
Prima di aprire partita iva dovrai scegliere il codice ateco più adatto per la tua attività: con questo codice l’Agenzia delle Entrate saprà precisamente quale sarà la tua futura figura professionale. Sarà altrettanto necessario scegliere il regime fiscale in cui operare e la cassa previdenziale a cui versare i contributi.
Il regime fiscale può essere ordinario o forfettario e in funzione della scelta si pagheranno le tasse in base agli scaglioni di fatturato, oppure si verserà una percentuale fissa sull’imponibile stabilita dal codice Ateco.
Le differenze tra regime ordinario e regime forfettario non si limitano al versamento delle tasse, per approfondirle tutte ti suggeriamo di leggere questo articolo.
Le casse previdenziali possono essere di settore o generica e ne esiste una particolare per artigiani e commercianti. Non esistendo una cassa dedicata ai graphic designer, la scelta è abbastanza semplice e ricadrà sulla Gestione Separata INPS (quella generica).
Analizzeremo in seguito come funziona questa cassa previdenziale, se ti interessa conoscere le differenze tra le diverse casse e come queste influiscono sul guadagno netto, di consigliamo questo articolo dedicato.
In ogni caso, suggeriamo di scegliere un commercialista che possa guidarti passo passo, così da non commettere errori di alcun tipo.
Codice Ateco per Graphic Designer
A differenza di altre professioni digitali analizzate in altri articoli, per i graphic designer esiste un inquadramento specifico per l’Agenzia delle Entrate che risponde al codice Ateco 74.10.29, ovvero Altre attività dei disegnatori grafici.
Inoltre, se l’attività da graphic designer è finalizzata solamente alle pagine web, esiste il codice Ateco 74.10.21, ovvero Attività di disegnatori grafici di pagine web (web designer).
Con questi Ateco sarà possibile operare come grafici pubblicitari freelance per aziende o agenzie.
Regime Fiscale per Graphic Designer
Se la tua intenzione è quella di aprire partita iva come Graphic Designer nel 2024, allora il consiglio è quello di cogliere i vantaggi del regime forfettario. Questo regime prevede, infatti, una percentuale fissa di fatturato esente da tassazione e contribuzione, detta coefficiente di redditività. Nel caso dei codici Ateco presi in esame, questa percentuale è pari al 22%, quindi l’imponibile sarà pari al 78%.
Inoltre, non si è soggetti al versamento dell’Iva e le tasse del regime ordinario sono sintetizzate nell’imposta sostitutiva, pari al 15% o al 5% per i primi rispondendo a determinati requisiti.
Novità 2024: fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le partite iva
Quasi tutte in realtà, ad essere onesti, dato che esistono dei casi particolari nella sanità in cui quest’obbligo ancora non esiste. Ovviamente non rientrano in questi casi i graphic designer, che come tutti gli altri dovranno fornirsi di un software per la fatturazione elettronica per emettere le fatture tramite il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate.
Già nel 2022 era stato inserito l’obbligo per i forfettari con un fatturato annuo superiore ai 25.000€, da quest’anno l’obbligo è stato esteso a tutti senza distinzioni. Ci sentiamo di affermare di diffidare dal sentimento negativo che di norma è associato al concetto di obbligo, la fatturazione elettronica è un’occasione da cogliere: più rapida, accessibile da ogni device – quindi da ogni luogo dove è possibile connettersi ad internet – e più sicura.
Scegliendo FatturaElettronica APP, si adempie in automatico anche ad un altro obbligo: basterà inviare una fattura elettronica, infatti, perché questa sia conservata a norma di legge, per 10 anni.
Questo non è certo l’unico motivo per cui scegliere FatturaElettronica APP: hai già letto cosa pensano di noi i nostri utenti? Abbiamo un sacco di recensioni, con una votazione media di 4,9 stelle su 5.

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- le funzionalità in costante aggiornamento;
- la possibilità per i forfettari di sapere in tempo reale l’ammontare delle tasse da versare.
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