Social media manager: come e quando aprire partita iva 2024
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Hai presente quando si dice “26 gradi, 7 milioni percepiti”? Ecco, girando questo esempio al contrario, diventa perfetto per definire il Social Media Manager nel 2024: un lavoro da ragazzini (percepito), da cui dipende l’immagine e, spesso, il marketing dell’azienda (realtà).
In un contesto in cui le aziende hanno sempre più bisogno di dialogare (più che di comunicare) con il proprio target, la figura del Social Media Manager diventa fondamentale. Infatti, esistono tanti canali di comunicazione, ma quelli più sfruttati, ad oggi, sono quasi sempre i social network.
Grazie ai social è possibile creare una vetrina online dell’azienda, ma anche targettizzare la propria comunicazione affinché questa arrivi alle persone interessate al servizio o al prodotto che l’azienda offre. Questo ragionamento vale tanto per il B2C quanto per il B2B, quindi sia che l’azienda lavori a contatto col pubblico o che venda ad altre aziende (per esempio, se si vendono software o macchinari destinati all’industria).
Il Social Media Manager si occupa di fare da ponte tra l’azienda e il target, analizzando l’offerta e diffondendola a chi ha le necessità che l’azienda può soddisfare.
Questo mestiere può essere svolto con un contratto di assunzione o come freelance, scegliendo in quest’ultimo caso progetti e clienti da affiancare. L’obiettivo di questo articolo è aiutare chi intende aprire partita iva come Social Media Manager nel 2024, chiarendo gli step fondamentali per iniziare la propria attività indipendente senza commettere errori.
NB: aprire partita iva è gratuito, basterà consegnare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. I costi sono legati alla scelta di farsi seguire da un professionista, in funzione del suo tariffario. Dopodiché i costi legati alla burocrazia sono conseguenti al fatturato, non all’attività in sé. Se vuoi approfondire questa tematica, abbiamo scritto una guida che passo passo spiega come calcolare il guadagno netto a partire da un determinato fatturato.
Social Media Manager 2024: cosa sapere
Diventare Social Media Manager freelance nel 2024 richiede sicuramente una formazione orizzontale sulle piattaforme più frequentate, ma una volta deciso di intraprendere tale carriera, richiede anche una serie di passaggi burocratici utili a posizionare il professionista correttamente nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Tra questi passaggi ci sono la scelta del Codice Ateco, della cassa previdenziale e del regime fiscale.
Il Codice Ateco è una serie numerica a sei cifre che definisce la professione e quali servizi possono essere svolti, quindi fatturati. Da questa scelta dipende la necessità di iscriversi o meno alla Cassa di Commercio, la cassa previdenziale e, nel caso del regime forfettario, il coefficiente di redditività, cioè la percentuale di fatturato stimata, per ogni professione, dedicata alle spese del lavoro. Questa percentuale non sarà soggetta a tassazione e non rientrerà nel calcolo delle tasse.
Una scelta importante, non trovi?
Ancora più determinante sull’attività lavorativa è la scelta del regime fiscale: ordinario o forfettario? Specialmente per coloro che iniziano l’attività da Social Media Manager nel 2024, il regime forfettario potrebbe essere una scelta vincente: infatti il tetto massimo di fatturato è stato recentemente alzato da 65.000€ a 85.000€ all’anno, senza che siano state ridotte le agevolazioni fiscali e burocratiche.
Poniamo il caso di Roberta, una ragazza di 27 anni che intende aprire partita iva come Social Media Manager nel 2024 e analizziamo passaggi necessari e costi.
Codice Ateco
Come per molte altre professioni digitali, un codice Ateco specifico per questa figura professionale non esiste. La scelta può ricadere sui seguenti:
- 73.11.01 – Ideazione campagna pubblicitarie
- Creazione e collocazione di pubblicità per giornali, periodici, radio, televisioni, internet ed altri mezzi di comunicazione;
- Creazione e strategia di diffusione di pubblicità esterna, ad esempio: cartelloni pubblicitari, pannelli pubblicitari, opuscoli, allestimento di vetrine, progettazione di sale d’esposizione, scritte pubblicitarie su autobus e autoveicoli ecc.;
- Creazione di stand ed altre strutture e spazi espositivi.
- 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
- Collocazione di pubblicità in giornali, periodici, radio, televisioni, internet ed altri mezzi di comunicazione;
- Conduzione di campagne di marketing ed altri servizi pubblicitari mirati ad attirare e ad assicurare la fedeltà dei clienti;
- Promozione dei prodotti;
- Realizzazione di pubblicità aerea;
- Distribuzione o consegna di materiale pubblicitario o di campioni;
- Consulenza sulla disposizione dei prodotti all’interno del punto vendita;
- Realizzazione di pubblicità postale.
In entrambi i casi il coefficiente di redditività è pari al 78%, questo significa che le spese dedicate al lavoro sono forfettariamente stabilite pari al 22% del fatturato annuo, motivo per cui quest’ultima percentuale di fatturato non viene coinvolta né nella tassazione né nella contribuzione.
Cassa previdenziale
Il Social Media Manager non ha un ordine professionale dedicato, quindi rientra Gestione Separata INPS. Ciò significa che non esistono contributi fissi da versare annualmente, ma si è tenuti a versare il 26,23% del reddito imponibile annuo a favore della cassa previdenziale.
Tuttavia, nel caso del secondo codice Ateco (73.11.02) c’è la possibilità di iscriversi alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti. Valutare quale sia la scelta migliore è un’operazione che, per quanto svolgibile autonomamente, ci sentiamo di consigliare di affrontare insieme a un commercialista, in funzione della tipologia di attività che si ha in programma di svolgere.
Considerando la recente “espansione lavorativa” dei giornalisti, può essere che si intenda aprire partita iva come social media manager essendo iscritto all’INPGI, la cassa previdenziale dei giornalisti. In questo caso non si verseranno i contributi all’INPS, ma alla cassa di settore, dove il contributo obbligatorio ha una richiesta percentuale più bassa, circa il 17% del reddito imponibile annuo. Per approfondire, rimandiamo direttamente al sito dell’INPGI.
In questo caso, sarà necessario che Roberta scelga due codici Ateco differenti, in quanto queste due professioni fanno riferimento a codici differenti.
“Ma come, è possibile avere più di un codice Ateco?”
“Esattamente, se ne possono scegliere fino a 5, avendone uno come riferimento”.
Imposta sostitutiva
In questo caso non si tratta di una scelta, ma di una possibilità aperta rispettando determinate condizioni. L’imposta sostitutiva, infatti, può essere pari al 5% o al 15% e sostituisce tutte le imposte previste nel regime ordinario. La possibilità di averla al 5% è in ogni caso valida per i primi cinque anni di attività, poi l’imposta sostitutiva passerà automaticamente al 15%. Per richiedere questa agevolazione, è necessario rispettare i seguenti requisiti:
- il futuro professionista non deve aver svolto attività imprenditoriale negli ultimi 3 anni dall’avvio della nuova attività, nemmeno in forma associata o familiare;
- la nuova attività d’impresa non deve essere la continuazione di un’attività precedentemente svolta a livello lavorativo, né come autonomo né come dipendente;
- durante l’anno precedente all’apertura, non si devono aver registrato incassi derivanti da attività lavorativa superiori a 30.000€
Novità 2024: obbligo di fatturazione elettronica per (quasi) tutti i forfettari
Anche il Social Media Manager sarà tenuto a emettere fatture elettroniche dal primo gennaio 2024.
La parola “obbligo” tuttavia richiama un sentimento troppo negativo rispetto a quello che significa effettivamente “fatturazione elettronica”: vero, le imposizioni non piacciono a nessuno, tuttavia in questo caso è un’imposizione che può portare a un miglioramento notevole della quotidianità dei liberi professionisti. Specialmente se il software di fatturazione elettronica che si sceglie è intuitivo e offre possibilità che vanno oltre alla fatturazione, come quella di sapere sempre a quanto ammontano le tasse da versare, in tempo reale.

Vediamo perché per Roberta, futura Social Media Manager nel 2024, un software di fatturazione elettronica come FatturaElettronica APP può essere una buona soluzione:
- Può salvare le anagrafiche clienti e compilare la fattura elettronica senza dovrle inserire manualmente ogni volta
- Prima procedere con l’invio, vengono segnalati campi vuoti, così da abbassare il margine di errore
- Il bollo può essere applicato virtualmente, con un semplice click
- Le fatture saranno conservate a norma di legge, senza che venga compiuta nessuna azione dedicata dopo l’invio
- L’interfaccia è semplice e intuitiva, così che Roberta non si senta mai disorientata e non debba imparare nulla di nuovo
- Per ogni dubbio, avrà a disposizione risposte (umane) direttamente in live chat, al telefono o per email
Ma non è tutto:
- Come già detto, sarà sempre a conoscenza dell’ammontare delle tasse
- Potrà compilare preventivi e convertirli in fattura a lavoro svolto, con un click
- Potrà inviare solleciti quando necessario, direttamente dal software
- Il commercialista potrà connettersi e intervenire in caso di bisogno
Prova subito tutte le funzionalità di FatturaElettronica APP con un periodo gratuito e senza che venga mai chiesto di inserire la carta di credito: potrai scegliere se attivare un piano o no, così da scoprire liberamente quanto può essere semplice utilizzare la fatturazione elettronica.
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