Lavorare nella comunicazione digitale nel 2024: come iniziare?
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Le professioni che rientrano nel campo della comunicazione digitale sono immaginabili come dei colori ben distinti tra loro, ma così vicini e così cross-funzionali da creare una sfumatura che va da un estremo all’altro.
Spieghiamo bene questa immagine: consideriamo che il social media manager sia il verde, il copywriter il giallo e il content creator l’azzurro. Il social media ha bisogno di conoscere le basi di entrambe le professioni, mentre le altre due possono trarre vantaggio a conoscere le dinamiche social. Detto questo, rimangono comunque professioni ben distinte.
Spesso sono proprio i recruiter a mettere confusione, creando annunci di lavoro volti alla ricerca di figure tuttofare e contribuendo notevolmente alla creazione di profili professionali a 360°. È una dinamica corretta? In realtà dipende dalle necessità dell’azienda: può essere che una PMI di piccole dimensioni possa avvalersi di un professionista in grado di svolgere più mansioni, ma sarebbe scorretto aspettarsi che tale professionista possa performare quanto un team di figure specializzate.
Era una premessa necessaria? Probabilmente no, ma sicuramente è importante nell’ottica in cui questo articolo possa essere letto da futuri professionisti o neo-freelancer che approcciano i primi annunci di lavoro.
Benissimo, da dove cominciare?
Lavorare nella comunicazione digitale significa entrare in un mondo in costante aggiornamento: prima di studiare come funzionano i singoli Instagram e TikTok, ad esempio, è importante capire perché esistono e perché la gente utilizza in generale i social network. In questo modo, interpretando i bisogni delle persone, diventa molto più semplice restare aggiornati su trend, linguaggi e canali. In sostanza, è necessario imparare ad essere una figura digital, prima di fare un lavoro nel digital, così da non restare mai paralizzati davanti ai continui cambiamenti di questo settore.
Dare importanza al verbo essere, più che al verbo fare, diventa molto efficace per comprendere quale tipo di carriera scegliere. La carriera, appunto. Anzitutto è fondamentale avere un quadro generale delle figure che esistono nel mondo della comunicazione digitale, o almeno conoscere le principali. Tra le più diffuse troviamo le seguenti:
- Social Media Manager
- Copywriter
- Graphic designer / Art director
- Web designer
- SEO / SEM / ADV Specialist
Tornando al discorso sfumature, esistono altre professioni che qui non abbiamo citato come l’UX Designer, che trova spazio tra l’Art director e il Web designer o il Community manager, che nel gradiente dei colori è tra il Social Media Manager e il Content editor (che a sua volta è proprio accanto al Copywriter).
In definitiva, il primo passo per iniziare a lavorare nella comunicazione digitale è capire quale professionista si è e, in funzione di questo, intraprendere un percorso formativo ad hoc.
Il valore aggiunto? La curiosità per le altre figure professionali: capire almeno come funziona ogni singola professione è la chiave per la collaborazione efficace tra tutti i player di un progetto.
Professioni digitali 2024: avviare l’attività
Iniziare a lavorare nel mondo della comunicazione digitale significa, in linea di massima, offrire servizi. La gestione del profilo social, la realizzazione di testi, di un sito web, di grafiche o l’indicizzazione sui motori di ricerca non sono catalogabili, infatti, come prodotti. Detto questo, vedremo più avanti che alcune professioni digitali possono fare riferimento alla cassa previdenziale dedicata ad Artigiani e Commercianti, mentre quella più utilizzata dai professionisti del digital è la Gestione Separata INPS, dedicata appunto anche ai servizi.
La differenza fondamentale tra le due casse previdenziali è che nella prima citata esistono delle quote fisse da versare annualmente, dipendenti dal codice ateco, e una percentuale da versare una volta superato una determinata soglia di fatturato. Nella seconda, invece, i contributi si versano solamente in funzione del fatturato, senza quote fisse, con una percentuale pari al 26,23% del reddito imponibile.
Scendendo nel dettaglio, vediamo ora quali sono i primi passi per iniziare a lavorare nella comunicazione digitale nel 2024.
Qualsiasi sia la professione, gli step sono i seguenti:
- Scegliere il codice ateco più adatto
Così da comunicare all’Agenzia delle entrate il raggio d’azione della propria attività lavorativa - Scegliere il regime fiscale
In generale, soprattutto per iniziare, questo genere di attività può essere svolto comodamente in regime forfettario. Tuttavia, è necessario rispettare determinati parametri per accedervi. - Compilare e consegnare il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate
L’operazione non prevede alcun costo, se non quello del professionista che si sceglie per seguirla (aka il commercialista, scelta opzionale ma consigliata) - Scegliere un software di fatturazione elettronica
Dal 2024 sarà obbligatoria per tutti i professionisti, fatta eccezione per coloro che lavorano in campo medico. - Iniziare a trovare clienti
Una volta terminati gli step burocratici iniziali, ci si può dedicare alla propria attività lavorativa.
Codici Ateco e contribuzione per le professioni digitali
L’obiettivo di questo articolo è fornire gli strumenti giusti per aprire la propria attività quindi ora analizzeremo gli step burocratici per ognuna delle professioni elencate in precedenza. Trattandosi di figure professionali relativamente nuove sul mercato, difficilmente si trovano codici ateco specifici, per questo diventa importante sceglierne uno che ci possa inquadrare correttamente rispetto ai servizi che si ha intenzione di offrire.
È importante specificare che in questo articolo parliamo di professionisti in regime forfettario, situazione più comune tra coloro che intendono iniziare il proprio percorso in Partita Iva.
Social Media Manager
Come in altre professioni digitali, non esiste un codice ateco specifico per questa figura. La soluzione più adatta ad oggi è il codice 73.11.01, che risponde a “Ideazione campagne pubblicitarie”. Chi sceglie questo codice in regime forfettario ha un coefficiente di redditività pari al 78% dell’imponibile, ciò significa che su 1.000€ di fatturato, tolto il 4% di rivalsa, tasse e contributi sono da calcolarsi su una base di 780€, mentre i restanti 220€ rappresentano la quota forfettaria esentasse del codice ateco in questione.
Cos’è possibile fare con questo codice ateco?
- creazione e collocazione di pubblicità per giornali, periodici, radio, televisioni, internet ed altri mezzi di comunicazione;
- creazione e strategia di diffusione di pubblicità esterna, ad esempio: cartelloni pubblicitari, pannelli pubblicitari, opuscoli, allestimento di vetrine, progettazione di sale d’esposizione, scritte pubblicitarie su autobus e autoveicoli ecc.;
- creazione di stand ed altre strutture e spazi espositivi.
Copywriter
I codici ateco consigliati sono il 63.99.00, ossia altre “Attività dei servizi di informazione NCA”, e 90.03.09, cioè “Altre attività artistiche e letterarie“. In questi due casi il coefficiente di redditività è pari al 67% del fatturato, contro il 78% di 70.21.00 (relazioni pubbliche e comunicazione), anch’esso consigliato per l’attività del Copywriter. Come scegliere l’ateco giusto tra questi tre? Semplice, basta controllare qual è il raggio d’azione a livello lavorativo, quindi quali servizi effettivamente saranno offerti come professionista, e trovare il codice che descrive meglio la propria figura.
I primi sono dedicati a coloro che si occupano principalmente di scrittura, che si tratti di blog, testi per materiali informativi, SEO copywriting o campagne pubblicitarie. Il terzo, invece, è il codice che permette al copywriter di essere più fluido nel mondo della comunicazione digitale, quindi di agire anche in settori complementari, come il social media management.
Cosa cambia? Beh, per intenderci, con un coefficiente di redditività del 67%, su 1000€ di fatturato – sempre considerando il 4% di rivalsa – solamente 670€ saranno soggetti a tassazione e contribuzione, a differenza del coefficiente di redditività del 78% che sugli stessi 1000 € prevede che 780€ siano soggetti a tasse e contributi.
Graphic designer / Art Director
Per svolgere queste professioni si consiglia uno di questi due codici ateco:
- 74.10.29 – “Altre attività dei disegnatori grafici”, che include
- grafica pubblicitaria
- illustrazione
- 73.11.01 – “Ideazione di campagne pubblicitarie”,che include:
- ideazione di campagne pubblicitarie: creazione e collocazione di pubblicità per giornali, periodici, radio, televisioni, internet ed altri mezzi di comunicazione
- creazione e strategia di diffusione di pubblicità esterna, ad esempio: cartelloni pubblicitari, pannelli pubblicitari, opuscoli, allestimento di vetrine;
- progettazione di sale d’esposizione, scritte pubblicitarie su autobus e autoveicoli eccetera
- creazione di stand ed altre strutture e spazi espositivi
Entrambi i codici lasciano molto margine d’azione ai professionisti che lo scelgono e il coefficiente di redditività è in entrambi i casi pari al 78%. In ogni caso, si farà riferimento alla cassa previdenziale INPS gestione separata.
Web Designer
Il codice ateco migliore è il 74.10.21, ossia Disegnatore grafico per pagine web. Anche in questo caso il coefficiente di redditività è pari al 78%, tuttavia può rivolgersi sia alla cassa previdenziale INPS Gestione separata, sia a quella dedicata ad Artigiani e Commercianti.
Nel primo caso, basterà applicare la regola già vista in precedenza, sottraendo il 26,23% al 78% del reddito imponibile. Nel secondo, invece, bisognerà considerare una quota di contributi fissi, fissati per questo ateco a 4200€ e da versare in ogni caso quando il reddito è compreso tra 0 e 17.504€. Superata questa cifra, sarà necessario integrare i contributi già versati considerando il 24% del fatturato imponibile in eccesso.
Per scegliere la cassa previdenziale migliore per le proprie esigenze, si consiglia di consultare un commercialista.
SEO / SEM / ADV Specialist
Esiste un codice ateco per queste professioni? Assolutamente no: nonostante queste professioni esistono da almeno 15 anni, ancora non sono inquadrate dall’Agenzia delle Entrate. Il codice migliore per svolgerle è il 62.02.00, ovvero “Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica”. Il coefficiente di redditività è pari al 67% e la cassa previdenziale di riferimento è la Gestione Separata INPS.
Fatturazione elettronica 2024
Come anticipato, dal 2024 sarà obbligatorio emettere fatture in formato elettronico per tutti i professionisti, fatta eccezione per coloro che operano in campo sanitario.
Ovviamente anche i professionisti della comunicazione digitale rientrano nel nuovo obbligo e la scelta di un software che possa rendere facile la gestione delle fatture è uno dei migliori favori che un neo-professionista può fare a sé stesso. Perché? Semplice: con un gestionale di fatturazione elettronica facile da usare e funzionale si risparmia tempo e si ha la certezza di non sbagliare, specialmente se si ha a disposizione un servizio clienti che risponde in live chat, email o telefono.

Immagina inoltre che un software come questo possa permetterti di compilare e inviare preventivi facilmente, senza perdere troppo tempo e offrendo la possibilità di trasformare questi documenti in fatture con un semplice click.
Questo software esiste e si chiama FatturaElettronica APP – non è un caso che si chiami come il blog, siamo proprio noi – e se la descrizione che facciamo di noi stessi ti sembra troppo autoreferenziale, ti consigliamo di leggere cosa dicono i nostri utenti: siamo primi su TrustPilot con 4,9 stelle su 5.
Comunicazione digitale 2024: è il tuo momento
Certo, finite le questioni burocratiche ora inizia la parte più difficile: trovare clienti, lavorare, trovare un equilibrio, godersi la vita da libero professionista. Una delle domande che ci si pone più spesso prima di iniziare la carriera da freelance è la seguente: esiste un momento giusto? La risposta è facilissima: no.
Ci sono freelance che saltano nel buio aprendo la Partita Iva senza clienti e hanno tutto da costruire, altri che si accertano di avere già una base lavorativa più o meno solida.
L’importante è farlo in serenità e consapevolezza, scegliendo un commercialista di cui ci si fida, collaboratori affidabili e strumenti in grado di agevolare il proprio lavoro.
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