Migliori piattaforme per cercare freelance

Stefano Melli
Aggiornato il

Il ruolo del freelance nell’attuale panorama del lavoro prende sempre più importanza, specialmente in questi anni di post-pandemici in cui molte aziende hanno rinunciato (totalmente o in parte) al lavoro in presenza. Le collaborazioni con freelance hanno sicuramente tanti vantaggi per un’azienda, tra i quali la semplicità burocratica, il risparmio di tempo e, spesso, una maggiore efficienza.

I contratti sono infatti molto meno vincolanti rispetto ad un’assunzione ordinaria e si possono fare e chiudere in pochi passaggi. Inoltre, un freelance può essere ingaggiato per progetti spot o essere inserito in un singolo team per un lungo periodo, così che l’azienda sia certa di non rischiare di pagare uno stipendio in momenti in cui cala il flusso produttivo. 

Ottimo, ma come si trovano freelance affidabili?

La risposta a questa domanda è una vera e propria intervista. Sappiamo bene che non si risponde a una domanda con un’altra domanda, ma questo è proprio il caso di farlo. Anzitutto, che tipologia di mansione dovrà svolgere il freelance? Per quanto tempo? Sarà integrato a un team interno o lavorerà in totale autonomia? Qual è il livello di seniority ricercato? E infine, ti capita spesso di cercare freelance o è la prima volta? 

Proprio la frequenza di questa ricerca è un fattore importante: creare rapporti con freelance continuativi nel tempo permetterà di evitare ulteriori ricerche e velocizzare i tempi di consegna, grazie all’esperienza dei collaboratori. Se sembra banale, non lo è affatto: i freelance sono sempre più parte integrante dell’organico aziendale, con tutte le comodità del caso.

Ricercare Freelance per collaborazioni a medio-lungo termine

Tra le piattaforme migliori, sicuramente Linkedin, Lavori Creativi e Guru. Il primo è sicuramente il più popolare e permette sia di seguire freelance esperti sia di conoscere tramite gli annunci freelance in cerca di collaborazioni. Qui si trova ogni livello di esperienza, ma non si tratta di una piattaforma che gestisce il rapporto lavorativo. Con Linkedin si tesse una rete di conoscenze, utili magari anche per momenti futuri e richiede tanta costanza per coltivare connessioni di valore. Lo consigliamo? Assolutamente sì.

Un’altra piattaforma molto nota e utilizzata è Lavori Creativi. Nonostante un’interfaccia rimasta a qualche decade fa, vede ogni giorno nuove offerte di collaborazioni e nuovi portfoli di freelance. A differenza di Linkedin qui non esiste una bacheca con post condivisi, ma una lista di annunci in ordine cronologico che ogni azienda o privato può pubblicare. I freelance possono candidarsi gratuitamente e a quel punto la relazione si sposta fuori dalla piattaforma.

Anche in questo caso infatti non è previsto un gestionale per gestire flussi di lavoro e pagamenti e, gli annunci sono quasi sempre per ricoprire mansioni scoperte in aziende. Come se queste volessero “assumere un freelance” al pari di un dipendente. La caratteristica principale è quella però di avere prettamente annunci per grafici, copywriter, project manager e altre professioni legate al mondo della comunicazione. Anche in questo caso ci sentiamo di consigliare a chiunque Lavori Creativi.

Questi due erano gli unici esempi che porteremo di piattaforme free che non prevedono un gestionale per regolare il work-flow. Tra le altre, una delle migliori piattaforme per trovare freelance è Guru: marketplace non strettamente legato alle professioni digitali e con un elevato grado di seniority. Questa piattaforma permette ai freelance di di avere sia un profilo gratuito sia un profilo premium e trattiene una percentuale del pagamento del cliente, una volta consegnato il lavoro.

Proprio per la sua orizzontalità tra i settori e per l’alto livello dei freelance, è un portale che permette di gestire i più diversi progetti con la garanzia dell’esperienza. Sicuramente consigliato.

Collaborazioni con freelance e breve-medio termine

Qui entriamo nel vivo delle collaborazioni tra aziende e freelance, sicuramente le più numerose. Ci sono qui infatti diversi marketplace sono caratteristiche analoghe, ma che rendono ogni piattaforma più o meno utile a seconda delle necessità dei clienti.

  • Fiverr
    Il re del settore è sicuramente Fiverr, diventato molto popolare in tutto il mondo per la possibilità di avere servizi da parte di freelance a partire da 5 dollari. Ovviamente prezzi così bassi sono solamente da parte di freelance inesperti, i costi possono aumentare notevolmente, ma sono sempre giustificati dalle recensioni e dal “grado” raggiunto nella gerarchia della piattaforma. Un freelance con numerosi commenti positivi, una valutazione alta (in una scala di 5 stelle) difficilmente sarà a basso costo. La popolarità di Fiverr è dettata anche dalla semplicità di utilizzo, oltre che dall’altissimo numero di professionisti iscritti.
  • Freelancer 
    A livello di popolarità, Freelancer non ha nulla da invidiare a Fiverr grazie ai suoi 13 milioni di utenti. Il processo di matching in questo caso però è opposto: il cliente pubblica un progetto e i professionisti si candidano offrendo un preventivo e dando via, in sostanza ad un’asta. Le professioni sono molto varie e anche in questo caso la piattaforma trattiene il 3% di ogni pagamento, gestendo il flusso sul sito stesso. La piattaforma è gratuita, ma per poter pubblicare un progetto è necessario versare il budget a questo dedicato al termine della compilazione.
  • UpWork 
    Con 4,9/5 stelle su TrustPilot e milioni di utenti attivi, UpWork si sta ritagliando sempre più spazio tra i maggiori marketplace dedicati ai freelance. La particolarità è la possibilità di filtrare tutti i profili a partire dalla Job Success Score, inoltre è possibile non solo chattare, ma anche organizzare videocall con il professionista scelto. Tutto prende forma direttamente alla piattaforma, dalla ricerca al pagamento alla consegna, rendendo il processo molto semplice e fluido. Il compenso del freelance viene sbloccato solo una volta che il cliente è soddisfatto del lavoro, dinamica che rende molto attrattiva la piattaforma per i buyer che sempre di più scelgono UpWork per collaborare con freelance.
  • AddLance
    Per i professionisti meno esperti, la piattaforma giusta potrebbe essere questa. L’offerta del freelance si basa su un sistema ad aste e in sostanza vince quasi sempre il preventivo migliore. Questa guerra al ribasso è certamente portata avanti da professionisti nuovi nel proprio settore, ma questa può non essere una cosa negativa: non per tutte le commissioni è necessario avere esperienza, specialmente se il buyer non ha molto budget. Detto questo, c’è pur sempre la possibilità di trovare persone talentuose e con un portfolio ancora poco ricco. Un vero Jolly insomma.

Di portali simili a questi ce ne sono altri: l’italiano iJob, Peopleperhours che punta sulla geolocalizzazione, o GoLance che permette la gestione dei contratti. Sicuramente sfruttare più di un portale permette di valutare profili diversi con esperienze diverse e creare relazioni di valore con collaboratori freelance.

Il grande assente di questi modi per trovare freelance non è stato citato in quanto non ha alcun sito web o gestionale: il classico passaparola. Fidarsi del parere di altre aziende o di persone che operano nel proprio settore rimane sempre uno dei migliori modi per trovare professionisti pronti a portare a termine progetti. E esattamente come tutte le piattaforme analizzate, la chiave è sempre il feedback.