Quale regime fiscale per un ecommerce online?
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Non dirci che non hai mai fatto un acquisto tramite e-commerce, non ci crediamo. Ne esistono tantissimi, da quelli settoriali ai megastore dove puoi trovare qualsiasi cosa (vedi Amazon o Ebay); sicuramente ti sarà capitato di atterrare su uno di questi cliccando su una sponsorizzata. Magari hai anche pensato di aprirne uno e subito ti sei posto la domanda fatidica “come si fa?”. Partiamo dalle basi e cominciamo a capire quale regime fiscale scegliere per un e-commerce.
Impostare correttamente la struttura burocratica è un passo fondamentale per far crescere velocemente il proprio business, evitando errori e conseguenti rallentamenti delle attività. Il primo passo è individuare il codice attività (codice Ateco) corretto, così da aprire una partita Iva coerente al percorso lavorativo che si ha in programma di iniziare. Tra le diverse possibilità, noi abbiamo individuato il 47.91.10: attività di commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet. Perfetto, no?
E-commerce: partita iva o società?
La risposta è, come molto spesso accade, “dipende”. La variabile principale dipende dal numero di persone coinvolte nel business online che si intende avviare: più persone dovranno aprire una società, mentre una persona singola potrà scegliere tra partita iva e società in funzione della tipologia di attività.
Per esempio: se si vendono oggetti artigianali al dettaglio, probabilmente sarà più comoda una partita iva, mentre se si avvia una produzione con alti volumi di vendita la società potrebbe essere la scelta migliore.
Non sono da sottovalutare i costi legati all’attività, così come l’apparato burocratico a questa legato. Il consiglio è sicuramente quello di farsi affiancare da un commercialista che sia in grado di indirizzare ogni idea verso la forma giuridica corretta.
E-commerce e partita iva
È possibile aprire partita via per un e-commerce sia in regime ordinario sia in regime forfettario. Ovviamente nel secondo caso è fondamentale avere le caratteristiche richieste per accedere al regime di vantaggio.
Col regime forfettario si può godere di una burocrazia semplificata, dell’esenzione dal versare l’Iva e di una tassazione più leggera (del 15% o del 5% per i primi 5 anni) e il coefficiente di redditività è pari al 40% dell’imponibile, quindi su 1000€ di fatturato (escluso il 4% di rivalsa INPS), solamente 400€ saranno soggetti a tassazione e contributi.
Conveniente? Non per tutti: se i costi del lavoro (produzione, stockaggio, spedizioni, marketing, ad esempio) superano il 60% del fatturato, sarà più conveniente il regime ordinario, condizione in cui è possibile scaricare queste spese.
Inoltre, il regime forfettario prevede un massimale di 85.000€/anno, quindi non prevede volumi troppo alti di vendita. Può tuttavia essere un ottimo punto di partenza per un business online o addirittura essere il regime fiscale perfetto se l’intenzione non è quella di espandere la propria attività oltre a ogni orizzonte.
Apertura partita Iva, cassa previdenziale e cassa di commercio
Aprire la partita Iva, in generale, non richiede uno sforzo economico elevato: potrebbe essere fatto anche quasi gratuitamente, in autonomia, compilando correttamente i moduli richiesti dall’Agenzia delle Entrate e acquistando le marche da bollo da applicare. La procedura è comunque molto delicata e per questo è consigliabile farsi affiancare da un commercialista, il cui costo è variabile in funzione del professionista o dello studio stesso.
Scegliendo il codice Ateco 47.91.10, sarà necessario iscriversi alla Camera di Commercio e alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. La buona notizia è che queste operazioni possono essere fatte in una volta sola, grazie a ComUnica (Comunicazione Unica) di Registro Imprese.
Nel caso in cui si scegliesse di aprire una partita Iva ordinaria, ci sarà l’obbligo di versare l’IVA e i contributi varieranno in funzione di scaglioni di fatturato, fino al 43% dell’imponibile.
E-Commerce e società
Tra le diverse forme esistenti di società, l’SRL e l’SRLS sono le soluzioni più comode per gestire un e-commerce limitando il rischio di impresa.
Per aprire una SRL basta essere in possesso di un Codice Fiscale italiano, quindi possono essere formate anche da soci stranieri (se in possesso di un CF) o da altre società. Inoltre, esiste la possibilità di avviare una SRL unipersonale, composta quindi da un solo socio. L’SRL Semplificata (SRLS) offre pure la possibilità di aprire la società con un capitale sociale di 1€, così da rendere più agile e meno faticosa la sua costituzione.
I costi per l’avvio di una società sono sicuramente più dispendiosi rispetto a una partita Iva; inoltre si richiede una struttura burocratica più complessa rispetto alla libera professione.
Il grande vantaggio è che il patrimonio della società è separato da quello personale dei soci, estraneo dunque alla “responsabilità” della società.
La gestione di una SRL o di una SRLS è senza dubbio più articolata rispetto a quella di una partita Iva, ma può essere una buona soluzione specialmente se si prevede una crescita importante dell’e-commerce.
E-commerce e fatturazione elettronica
La materia della vendita online ha due nature differenti: diretta o indiretta. Rientrano nel primo caso la cessione di beni virtuali, quali possono essere servizi come video-corsi, hosting per siti web o beni digitali di qualsiasi tipologia; nel secondo, i beni materiali che vengono quindi consegnati o ritirati fisicamente.
Quando l’e-commerce si occupa di vendita indiretta, non è necessario emettere fattura elettronica se non è il cliente stesso a richiederla, in quanto per la legislatura si tratta di una cessione di beni.
Quando invece l’e-commerce tratta la vendita di servizi (e-commerce diretto), ai fini fiscali si parla di prestazione di servizi ed è necessario emettere fatturazione elettronica.

La fatturazione elettronica di un e-commerce richiede le stesse informazioni di qualsiasi fattura elettronica: si compone quindi dell’anagrafica del cliente, del codice destinatario (se la vendita non è verso un privato), la data, i beni o i servizi acquistati, l’importo e l’iva (quando presente).
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