Social Media Manager, ADV Specialist, Content Strategist: cosa cambia

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No, non sono un Social Media Manager”: questa frase sarà tra le più ripetute dagli altri due professionisti considerati in questo articolo. Al contrario, il Social Media Manager sarà spesso associato a campagne pubblicitarie sui social e gli verrà chiesto di occuparsi di content strategy. Forse è il caso di fare chiarezza, prima che anche i professionisti stessi si chiedano chi siano davanti a uno specchio. 

Uno, nessuno, centomila follower.

In questi anni stiamo assistendo a una sempre crescente centralità della comunicazione social per ogni tipo di azienda o brand [hai visto il profilo Instagram dell’Arma dei Carabinieri? – ndr.]. Tuttavia, i burattinai dei like e delle conversioni non lavorano nello stesso teatro: ci sono professioni differenti che utilizzano gli stessi strumenti, ma con ruoli diversi. 

Tre figure spesso accomunate sono il Social Media Manager, l’ADV  Specialist e il Content Strategist. Tutte e tre prendono parte alla comunicazione di un brand, ma in fasi differenti. Vediamole nel dettaglio.

Definizione e differenze di Social Media Manager, ADV Specialist e Content Strategist

Social Media Manager: Ruolo e Competenze

Il Social Media Manager è la figura chiave nella gestione quotidiana delle piattaforme social di un’azienda o brand. Si occupa dell’ideazione, pubblicazione e monitoraggio dei contenuti, interagendo con il pubblico e analizzando le performance. In alcuni casi, si occupa anche della creazione dei contenuti stessi, in funzione della strategia. 

Le sue competenze includono ovviamente la conoscenza approfondita delle piattaforme social (come Meta, Instagram, LinkedIn) e degli strumenti di gestione (come Hootsuite o Buffer). È il responsabile dell’immagine e della comunicazione organica dell’azienda sui social e lavora per mantenere alta l’attenzione del pubblico e costruire una community solida.

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ADV Specialist: Esperto di Advertising

L’ADV Specialist è un professionista che si concentra esclusivamente sulla creazione e gestione delle campagne pubblicitarie online. A differenza del Social Media Manager, il suo lavoro è orientato alle performance delle campagne e alle conversioni. Utilizza strumenti come Google Ads, Meta Ads o LinkedIn Ads per creare strategie mirate, ottimizzando il budget pubblicitario dell’azienda per massimizzare i risultati. 

Le sue competenze includono la capacità di analizzare dati, monitorare l’andamento delle ADV e gestire il targeting delle campagne per assicurarsi che raggiungano il pubblico giusto. Rispetto al Content Strategist (che vedremo a breve), i suoi obiettivi sono quasi sempre misurabili nel breve periodo.

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Content Strategist: l’architetto dei contenuti

Il Content Strategist si distingue per il suo approccio a lungo termine alla creazione di contenuti. È responsabile della pianificazione editoriale e della definizione di una strategia che guidi tutte le attività di comunicazione. Il suo lavoro include la ricerca di parole chiave, la creazione di piani editoriali e la gestione di contenuti coerenti con il tono di voce e gli obiettivi dell’azienda. Si differenzia dal Social Media Manager perché il suo focus è sulla coerenza e l’efficacia dei contenuti su tutte le piattaforme, non solo sui social media. 

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Dipendente vs freelance: differenze nello stile di vita e di lavoro

Lavorare come dipendente in queste professioni offre stabilità e una struttura definita all’interno di un team, con ruoli chiari e obiettivi aziendali precisi. Al contrario, un freelance ha modo di gestire più clienti contemporaneamente, dedicando ad ognuno il tempo necessario. In ogni caso, attenzione alla trappola dell’assunzione in partita IVA!

Se i clienti sono piccoli, il freelance spesso lavora in autonomia, rapportandosi direttamente con l’imprenditore. Quando si collabora con aziende strutturate, invece, il freelance si interfaccia solitamente col team interno di comunicazione e marketing. In alcuni casi, esistono team di freelance che coprono tutte le competenze, offrendo un servizio completo e flessibile, che può competere con le agenzie strutturate. Questo approccio offre una maggiore autonomia e controllo, ma richiede capacità di coordinamento e gestione delle relazioni professionali.

Conviene lavorare sui social come freelance? Dipende dal tipo di persona, non esiste una regola. Certo, una vita da freelance può essere più dinamica e ricca di stimoli rispetto a quella di un dipendente, ma porta in sé molti più pensieri e step burocratici. La verità è che se si ha la mentalità da freelance, difficilmente si lavora come dipendenti serenamente: per questo è fondamentale affrontare questo dubbio in base alla persona ancor prima che alla figura professionale.

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Gestire tutte e tre le fasi: opportunità e sfide nel mondo freelance

Per chi è agli inizi o lavora con clienti di piccole dimensioni, è possibile svolgere tutte e tre le funzioni (Social Media Manager, ADV Specialist e Content Strategist) in autonomia. Questo approccio consente di avere il controllo completo su tutte le fasi della gestione social, dal piano editoriale all’ advertising, permettendo anche un’esperienza più ampia e variegata.

Certo, è molto improbabile che il livello di performance sia paragonabile a quello di un team, ma il risultato potrebbe essere conforme alle necessità del cliente e alle abilità del freelance stesso.

D’altra parte, quando si lavora con clienti più grandi o con progetti più complessi, è preferibile avere professionisti specializzati per ogni area. Un Social Media Manager dedicato può concentrarsi sull’interazione e la gestione dei contenuti, mentre un ADV Specialist si occupa esclusivamente delle campagne pubblicitarie, e un Content Strategist può garantire coerenza e qualità a lungo termine. 

La specializzazione offre una maggiore profondità di competenze e, di conseguenza, risultati più efficaci. Anche se per chi è agli inizi gestire tutte e tre le fasi può essere un’ottima opportunità per sperimentare e costruire un portfolio diversificato, la collaborazione tra specialisti rimane la scelta ideale in contesti aziendali di alto livello.

Un elemento in comune: la fatturazione elettronica

Cambiano i mestieri, non il campo d’azione, ma queste tre professioni sono accomunare da un fattore, anzi, una fattura. Già, perché da gennaio 2024 è entrato in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica per tutti i professionisti in partita IVA, anche se in regime forfettario. 

Non è raro trovare Social Media Manager, ADV Specialist e Content Strategist freelance, e noi di FatturaElettronica APP abbiamo pensato anche a loro: il nostro software di fatturazione elettronica è semplice nella grafica e nell’utilizzo, perfetto anche per i neofiti della burocrazia. 

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