Quanto sono affidabili i freelance per un’azienda?

Stefano Melli
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In un’epoca in cui la rincorsa alle notizie diventa sempre più frenetica, condividiamo qui un dato di fatto che da anni caratterizza il nostro Paese: l’Italia ha il più alto numero di lavori autonomi d’Europa, più di Inghilterra, Francia e Germania.

E se proprio vogliamo parlare di notizie, allora possiamo affermare con certezza che il baricentro delle partite IVA in Italia pende sempre più verso i giovani, anche come prima esperienza lavorativa.

I motivi sono molteplici: indipendenza intellettuale, libertà di gestione del tempo e, per assurdo, una maggiore certezza finanziaria. Questo per via della possibilità di collaborare con più clienti contemporaneamente, quindi evitando di essere “dipendenti” dal benessere di una sola azienda.

I freelance lavorano infatti con organizzazioni, imprese pubbliche e privati (B2B e B2C). A tal proposito, quanto è affidabile per un’azienda lavorare con un freelance?

Per definizione il Freelance non ha motivo di essere tenuto sotto controllo, non ha un orario di entrata o uscita che certifica le ore di impegno.

Non ci sono periodi in cui è deciso che è possibile andare in vacanza e i benefit aziendali spesso sono ridotti a zero. Ma in tutto questo, l’unica certezza è l’orientamento al risultato e per questo di parla proprio di affidabilità.

Freelance e aziende: è tempo di innamorarsi

Pensare che la mancanza di vincoli renda l’attività lavorativa di un freelance meno produttiva è un grande errore e l’assenza di vincoli, al contrario, permette al lavoratore autonomo di dedicare il tempo corretto ad ogni lavoro commissionato. Molto spesso non per svolgerlo, ma per consegnare il miglior lavoro possibile. 

È esattamente questo il punto: un freelance ha bisogno di commissioni nuove, di progetti in entrata o anche di collaborazioni stabili. Ognuno vive il flusso di lavoro a proprio modo, ma le esigenze della vita quali una casa e l’indipendenza economica pongono molte di queste persone a cercare collaborazioni quanto più durature nel tempo.

Ma allora fatti assumere, no? 
Emh, no.

Al di là dei lati positivi e negativi della partita IVA, un freelance ci nasce come tale. È uno stile di vita per cui la mancanza di vincoli è la condizione migliore per portare risultati di qualità, arrivando a gestire anche più progetti contemporaneamente. È la sintesi del multitasking e della competenza orizzontale: pur quanto tutti siano specializzati in una cosa, diventa necessario saper maneggiare diversi strumenti per gestire un progetto.

Motivi per cui affidarsi a un freelance

Grazie alla rivoluzione digitale, sono molteplici le professioni che possono essere svolte in completo remote working. Lavorando in solitaria o in piccoli gruppi, si possono evidenziare delle caratteristiche specifiche per il freelance:

  • ha già acquisito alcune delle principali human skills richieste dal mercato,
  • ha un approccio orizzontale e improntato alla collaborazione
  • lavora in team,
  • è agile e digitale,
  • sa organizzarsi ed è aperto al dialogo,
  • lavora per obiettivi all’interno di una sua rete di contatti che aggiungono valore al suo valore,
  • molto spesso conosce tutte le fasi necessarie alla realizzazione di un progetto
  • sa valorizzare il proprio lavoro e, di conseguenza, quello dell’azienda che glielo commissiona.

Inoltre, è portato alla curiosità, all’aggiornamento continuo, all’adattamento. Siamo pronti ad affermare che per un’azienda è un’ottima scelta la collaborazione con freelance in ogni campo e tutte queste motivazioni non hanno mai preso in considerazione l’aspetto burocratico.

Perché se è vero che spesso hanno costi alti, bisogna mettere sull’altro lato della bilancia l’assenza di ferie e malattia, dei contributi, della tredicesima e tutti i costi che possono rendere difficile un’assunzione.

Meno paura e più fiducia: c’è un mondo di freelance pronto a portare un valore immenso nelle aziende (specialmente in Italia).