Se hai un’azienda o hai una partita IVA avrai sicuramente sentito parlare dell’estensione del nuovo obbligo di fattura elettronica anche tra privati a partire dal 1 gennaio 2019. Finora, infatti, l’obbligo è previsto solo per le aziende o partita IVA che emettono fatture verso pubbliche amministrazioni.
Facciamo un po’ di chiarezza sul tema partendo dai fondamentali.

Che cos’è la fattura elettronica?

La Legge del 24 dicembre 2007 n. 244, meglio nota come Finanziaria del 2008, ha istituito l’obbligo di emissione, trasmissione, conservazione e archiviazione delle fatture nel nuovo formato elettronico. La fattura elettronica è un documento in formato digitale XML (eXtensible Markup Language) che sostituisce le tradizionali fatture cartacee e quelle nel comune formato PDF. La fattura elettronica gode di numerosi vantaggi:

  • economica: in quanto digitale, ti permette di abbandonare per sempre i costi di stampa, spedizione e conservazione delle fatture;
  • efficienza: potrai ottenere automaticamente dei report aggiornati con grafici sul tuo fatturato. Essendo poi un sistema basato su Internet, potrai creare, spedire e archiviare le fatture in mobilità, anche da smartphone. Inoltre, la fattura elettronica permette accertamenti meno invasivi da parte della Agenzia delle Entrate (addio ai tanto temuti controlli a sorpresa) poiché la documentazione è già archiviata online e accessibile dalle autorità competenti; infine, riduce di 2 anni i termini per l’accertamento per i soggetti che garantiscono tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati sopra i 500,00 Euro;
  • sicurezza: il formato XML permette di verificare l’autenticità e la correttezza dei dati inseriti ai fini dei controlli previsti dalla Legge; inoltre, la protezione dei dati sensibili contenuti è garantita al 100%;
  • ecosostenibile: riduce l’utilizzo di carta e di inchiostro, con benefici per l’ambiente, eliminando costi importanti come lo smaltimento dei toner delle stampanti.

La Legge attualmente impone che ogni fattura destinata alle Pubbliche Amministrazioni (PA) sia emessa nel nuovo formato elettronico e debba transitare per il Sistema di Interscambio Nazionale (SdI) gestito dalla Agenzia delle Entrate. Invece, per le fatture emesse nei confronti di altri soggetti privati, i fornitori possono, su base volontaria, ricorrere alla compilazione, alla conservazione a norma e all’invio della stessa tramite PEC.

Obbligo di fattura elettronica anche tra privati

Con l’introduzione della nuova Legge di Bilancio 2018, dal 1 gennaio 2019 scatterà l’obbligo di fattura elettronica anche tra privati: in altre parole, tutte le fatture B2B (ciò emesse verso le altre aziende) dovranno rispettare i medesimi standard di quelle emesse verso le PA.
Inoltre, la Legge di Bilancio 2018 introduce anche l’obbligo di fattura elettronica già dal 1 luglio 2018 per:

  • cessioni di benzina o di gasolio destinati a essere utilizzati come carburanti per motori;
  • prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese, nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con una PA.

L’obbligo di fattura elettronica non scatterà invece per i soggetti che operano in regime di vantaggio e per coloro che applicano il regime forfettario.

Come adeguarsi all’obbligo di fattura elettronica

Se finora l’obbligo di fattura elettronica è previsto esclusivamente per fatture destinate alle PA, dal 1 gennaio 2019 tutti gli operatori economici dovranno mettersi in regola in ottemperanza alla nuova Legge e non sono previste proroghe a tale termine. In particolare, qualsiasi fattura emessa con modalità diversa rispetto a quella elettronica perderà il valore fiscale e sarà considerata come non emessa, incorrendo così in pesanti sanzioni: la multa nei confronti del titolare di Partita IVA che commette il reato di omessa fatturazione va dal 100% al 200% dell’imposta imponibile che sarebbe dovuta essere documentata o registrata; per operazioni non imponibili, nelle quali non è prevista l’IVA, la sanzione varia dal 5% al 10% dell’importo non fatturato.
Il 1 gennaio 2019 si avvicina ed è conveniente per tutti i soggetti adeguarsi con largo anticipo, integrando così per tempo il nuovo formato delle fatture in tutti i settori aziendali interessati.
Per adeguarsi a quanto disposto dalla nuova Legge di Bilancio 2018, i soggetti IVA possono rivolgersi a intermediari per la trasmissione e la conservazione a norma delle fatture elettroniche, anche senza dotarsi di firma digitale.
La fattura elettronica potrà essere emessa anche nei confronti del consumatore finale? Certo! Il cliente, infatti, potrà accedere al documento originale mediante i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate o ricevere una copia analogica della fattura direttamente dal soggetto emittente.

 

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