Freelance: come compilare un cv
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Ebbene sì, il curriculum vitae è fondamentale anche per un freelance. Specialmente se si lavora con le aziende, quindi nell’ottica di un inquadramento che sia a breve, medio o lungo termine. Tuttavia il cv di un freelance, per quanto abbia circa le stesse informazioni di chi cerca un lavoro da dipendente, ha delle informazioni che hanno un ruolo molto strategico nell’ottica di reclutare nuovi clienti.
In questo articolo vedremo diverse tipologie di freelance e come il cv possa cambiare in funzione della seniority. Delle costanti in ogni caso esistono e per comprenderle al meglio si può azzardare l’utilizzo del linguaggio narrativo: il freelance è autore di un cv che verrà letto da un pubblico di selezionatori. Per questo dobbiamo provare a metterci nei panni del lettore quando scriviamo il cv e porci il dubbio se ciò che scriviamo possa risultare interessante a chi lo legge.
A questo fine un consiglio è quello di portare delle variazioni, quando necessario, per valorizzare esperienze o skills specifiche in funzione delle necessità delle aziende a cui ci si propone. Inoltre, per non spaventare chi legge il nostro cv, una buona pratica è non creare muri di testo, curare l’impaginazione e non superare le due/tre pagine, così da mantenere sempre alta l’attenzione durante la lettura.
Freelance che si affaccia alla libera professione: come valorizzare il CV
Se le esperienze lavorative sono poche, o nulle, allora il focus deve andare sulla formazione e su progetti personali, qualora ci fossero. In questo caso la formazione non può essere un semplice elenco di titoli ottenuti, piuttosto dovrebbe essere argomentata puntualmente con le competenze ottenute dalle singole esperienze, meglio ancora se è possibile menzionare workshop o progetti didattici inerenti al settore in cui ci si propone.
Così facendo, si afferma di aver approfondito la conoscenza del linguaggio di settore e di conoscere le dinamiche strutturali della professione per cui ci si propone. Altrettanto importante, il grado di competenza nell’utilizzo di software e le soft skills, come ad esempio la propensione a lavorare in team e la gestione dello stress in momenti di over-flow.
In questi casi, è fondamentale non ostentare abilità, competenze o esperienze lavorative non inerenti: se ci si propone come grafico, non è necessario raccontare l’esperienza come cameriere o come commesso. Altrettanto importante non esagerare con le soft skills: una piccola selezione, fatta in maniera onesta è un ottimo modo per non vestire i panni di chi scrive ciò che si vuole leggere.
Un altro caso può essere rappresentato dal dipendente che sceglie di diventare freelance: nel suo cv saranno importanti le competenze acquisite nei contesti lavorativi, in modo da rispondere alla domanda “quale valore può portare il potenziale consulente?”.
Freelance che cerca nuovi clienti: un cv funzionale
Se invece a proporsi come consulente è un freelance con già collaborazioni in essere o concluse, il focus sarà sulle esperienze lavorative, mentre la formazione accademica può ritagliarsi uno spazio inferiore.
Ogni esperienza ha sicuramente arricchito il bagaglio di competenze, queste dovranno essere al centro del racconto breve a disposizione del selezionatore. Per esempio: a sostegno del titolo, composto da mansione e azienda, è buona abitudine aggiungere le modalità di lavoro e come queste abbiano arricchito l’esperienza lavorativa. Un grafico può aver gestito la pubblicazione sui social o aver collaborato in fase di strategia, supervisionato la fase esecutiva o aver gestito risorse junior.
La domanda a cui bisogna rispondere è: “cosa ho imparato facendo il mio lavoro?”
Detto questo, non si pensi che sia necessario creare paragrafi interi di racconto. Al contrario, una breve sintesi didascalica è più che sufficiente ed evita l’effetto di ostentazione discusso già in precedenza.
Il profilo professionale
Un testo che invece merita qualche dettaglio in più, è il profilo professionale. Inserire questo paragrafo all’interno del CV permette a chi lo legge di avere un breve riassunto del percorso lavorativo e, quindi, se il profilo del candidato può essere in linea con le richieste dell’azienda.
Esempio:
Freelancer creativo specializzato in progettazione grafica pubblicitaria. Esperto nella creazione di contenuti visivi coinvolgenti per comunicare messaggi efficaci a diversi tipi di pubblici. Abile nel design di contenuti visivi statici e animati per social media, campagne pubblicitarie o editoriali, per promuovere brand e prodotti in modo innovativo e funzionale.
Stesure del CV: cosa non può mancare?
Ci sono informazioni che sono necessarie per chiunque, quali i dati anagrafici: nome, cognome, numero di telefono, email, comune di residenza. A questi è sempre consigliato aggiungere il profilo Linkedin e, nel caso, il sito web di riferimento. Altri profili social sono da integrare solamente se vengono utilizzati per mostrare il proprio lavoro, al contrario, se vengono pubblicati contenuti personali, sono assolutamente da evitare.
Anche se cambia il livello di argomentazione, come visto, il percorso di formazione è imprescindibile e deve essere indirizzato al ruolo per cui ci si candida. Eventuali corsi di formazione fatti a fini personali, sono tranquillamente eviabili.
Un altro elemento sono le competenze, che possono essere completate dal livello, specialmente se si vuole premiare la propria esperienza.
Infine, è doveroso ricordarsi citare il consenso ai dati personali, con questa dicitura:
Autorizzo il trattamento dei dati personali presenti nel CV ai sensi del D.Lgs. 2018/101 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679).

Un ultimo consiglio? La leggibilità
I curriculum grafici sono sempre più in trend, ma ricordiamoci che il CV deve essere letto facilmente! Quindi si consigliano font facilmente leggibili, senza azzardare scelte che possano portare il lettore a doversi sforzare per interpretare quanto scritto.
Anche colori troppo accesi rischiano di caratterizzare troppo il CV, senza conoscere la persona che lo riceverà questo potrebbe essere un rischio. Un’impaginazione sobria, con una formattazione del testo che agevola la lettura e un font altamente leggibili sono sicuramente la scelta migliore.
E la foto?
Da mettere assolutamente, così da dare un volto a tutte le parole scritte.
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